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Giornata dell'Amicizia tra America e Italia

Eventi

Una giornata emozionante quella di Domenica 16 Settembre 2007.
L' Humvee Club Italiy è stato invitato a partecipare ad un incontro commemorativo della storica amicizia che unisce due grandi Nazioni: l' Italia e gli Stati Uniti d' America. Per gli appassionati come noi di questi mezzi costruiti negli States è stata un'occasione come quelle che capitano poche volte nella vita. Poter conoscere più da vicino chi guida quotidianamente i nostri mezzi a cui dedichiamo tanti sacrifici, cercare di spiare attraverso gli occhi di quelle ragazze e di quei ragazzi, quale può essere la differenza tra la nostra superficiale passione ed il loro impegno vero e talvolta pericoloso nella partecipazione alle missioni in cui sono coinvolti loro e gli Humvee che noi tanto gelosamente possediamo.

Entrare in una base off limits a quasi tutti i comuni mortali, aggirarsi tra i piazzali di volo intrisi dell'odore del Kerosene, stare all'ombra della torre di controllo dalla quale vengono autorizzate tutte le sortite e tutti gli atterraggi, leggere quei cartelli scritti in lingua inglese che lasciano immaginare a chi come noi ama volare con la fantasia, la realtà di un posto così vicino, ma così lontano dalla nostra quotidianità. Scoprire che per tutti loro invece, quello che per noi sembra l'irragiungibile è la normalità di una professionalità che non lascia spazio a nessuna forma di esibizionismo.


Grazie al Colonnello Sardo che ha organizzato la partecipazione del Vintage Club Ovners che ha partecipato con una serie di mezzi della seconda guerra mondiale perfettamente restaurati, è stato possibile coronare il sogno di molti nostrani veterani ( dell' EI ) con il mito Americano. Il rappresentante del Generalr Franklin ha accolto questa moltitudine di fanta Yenkee perfettamente ricostruiti. I particolari di ogni divisa, le decorazioni, gli elmetti rispecchiavano le divise indossate dagli Americani nei giorni della liberazione. Tutti i mezzi presenti hanno vissuto in prima persona lo sbarco in Italia. Ora stanno a simboleggiare la libertà di un popolo riconquistata in quei giorni grazie a tutti gli alleati che hanno provveduto a mettere fine ad una era poco felice del nostro paese.

Provo sentimenti contrastanti nello scrivere queste righe, in quanto il nostro paese è uscito sconfitta dalla Seconda Grande Guerra. Il merito di questa sconfitta è da attribuirsi in massima parte all' America ed all'Inghilterra, che tanto tenacemente hanno combattuto nel territorio del nostro paese per sconfiggere i Tedeschi e quel che restava del nostro esercito. Ma la vera sconfitta è sta non tanto la sconfitta militare, ma il colpo piu' d'uro è stato il dover ammettere di aver sbagliato a priori. Legarsi a doppio filo con chi ha dimostrato di essere un'essere malefico. Azzerare la crescita post Grande Guerra, demolire le conquiste sociali e quello di buono che si si era costruito seguendo un'ideale impazzito, è stato semplicissimo. La voglia di irrazionale conquista ha scritto una delle piu' tristi pagine della nostra Nazione. Il confronto quindi dell'io politico è in questo frangente conflittuale, e riordinare pezzi ed idee non è e non sarà mai cosa semplice.


Il Comandante dell'Areoporto Colonello Sardo (Bob)

Da sinistra il rappresentante del Generale Franklin, il coordinatore del Vintage Cars Ovners, il comandante dell'Areoporto Colonnello Sardo, la piccola Laura Sardo

La cronistoria della giornata.

Alle ore 09:00 il Comandante Sardo è arrivato in Aereoporto con la Sua Wyllis del 1942 perfettamente restaurata. Da li a poco sono giunti gli appassionati del Vintage cars Ovners con i loro bellissimi mezzi. Su ogniuno di loro erano issate le bandiere degli Stati Uniti d'America e quella Italiana, a simboleggiare il tema della giornata. Un percorso attraverso le strade che costeggiano la pista dell'Aereoporto "pagliano e Gori" ci ha portato a fiancheggiare la rete spesso presa di mira dai "retaioli" ( appassionati di aereoplani che ammirano dalla rete decolli ed atterraggi degli F - 16 ) ma cosa stranissima dall'interno. Fu allora che ci si è potuto rendere conto di essere al di "quà" della tadizionale "normalità". Arrivati su un piazzale di volo scortati dai Carabinieri e dalla Security dell'esercito americano, il gruppo ha posato per le foto di rito a fianco di uno strabiliante F -16. Dopo le parole del Comandante Sardo e del rappresentante delle forze Americane, abbiamo avuto a disposizione ancora qualche minuto per scaricare sulle nostre memory card miliardi di bit, che una volta arrivati a casa si tramuteranno in pixel variopinti che coloreranno i nostri schermi con le immagini di questa giornata che non rischiano cosi' un giorno di essere perdute nella nostra memoria.
Allontanandoci dali piazzali abbiamo abbandonato il sedime dell'aereoporto dal Gate Americano. Peccato dover sottolineare la differenza degli investimenti fatti dagli americani e dagli italiani in termini di manutenzione e strutturali. La zona Italiana è al limite della desolazione, la parte america invece è ben mantenuta, ben costruita e molto organizzata. Il Comandante Sardo ha provveduto con l'aiuto dei suoi collaboratori in maniera assolutamente volontaria, a recuperare l'ingresso dell'aereoporto ripristinando la scritta originale dell'inizio del secolo scorso (!) Tutto questo è da ricondurre alla nostra politica che rilega le forze armate e le spese per il loro rinnovo, sostentamento all'ultimo capitolo di spesa. Chi la pensa come noi invece, ritiene che le forze Armate debbano essere elevate quale punta di diamante della nostra Italia produttiva, organizzata e collocata ai vertici delle classifiche dei paesi industrializzati. Non scendiamo oltre in questi dettagli e proseguiamo con la cronistoria della giornata che è proseguita nel paese di Aviano su una vasta area sportiva. Qui su di un palco dopo l'esecuzione cantata dei rispettivi inni Nazionali, le Autorità presenti hanno tenuto dei discorsi commemorativi atti a sottolineare l'integrazione delle due popolazioni che vivono quotidianamente a stretto contatto. Aviano ospita infatti circa 9.000 americani di cui circa la metà sono impiegati all'interno della base. Prima della Santa Messa sono state ricordate le vittime del più grande atto di terrorismo della storia delle Nazioni. L'11 Settembre 2001. Dopo le celebrazioni un conviviale pranzo reso possibile dal lavoro instancabile dagli Alpini, ha allietato i nostri stomaci. Il pranzo è stato accompagnato da un complesso Swing di soldati americani apprezzati in particolar modo dal nostro gruppo di nostalgici amici. Il pranzo ed il dopo sono stati per tutti un'occasione costruttiva di confronto di esperienze ed opinioni. Una vera festa per unire, per sottolineare la comunanza di idee ed ideali che lega America e Italia, in barba a tutti gli Antiamericani, ai critici ai no global ed ai provocatori ad oltranza.

Guarda il Dia Show della giornata dell'Amicizia


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